Report SAPA

 

La Rete SAPA elabora report tematici in attuazione dei propri Piani d’Azione. Essi rappresentano dei documenti unitari che approfondiscono diverse tematiche prioritarie e mirano a costituire uno strumento operativo di riferimento per la Rete, nonché a indirizzare i prossimi passi da intraprendere.

 

1° REPORT DELLA RETE SAPA

Il 1° Report della Rete SAPA “Sviluppare il potenziale delle aree protette alpine” è uno dei primi esiti in attuazione del Piano d’Azione 2016-2017. Esso rappresenta un documento unitario suddiviso in tre parti tematiche, una per ogni priorità individuata dal Piano d’Azione: Politiche e gestione delle aree protette nell’arco alpino; Servizi ecosistemici, strumenti e meccanismi di finanziamento per le aree protette alpine; Indicatori e metodologie per il monitoraggio della biodiversità per l’attuazione della rete ecologica. Box tematici di approfondimento completano gli argomenti trattati, riportando esperienze specifiche delle aree protette e buone pratiche già in atto sul territorio alpino.

La redazione del report vede la collaborazione di Federparchi, ISPRA, EURAC e altri enti della Rete SAPA coinvolti, con il coordinamento della Delegazione italiana in Convenzione delle Alpi (Ministero dell’Ambiente) e il supporto del Segretariato Permanente della Convenzione delle Alpi. L’obiettivo è di rendere questo primo prodotto scientifico per la Rete uno strumento operativo di riferimento per orientare e individuare azioni concrete per il Tavolo SAPA.

La prima parte del Report Politiche e gestione delle aree protette nell’arco alpino restituisce un quadro coerente sulle ultime innovazioni legislative in materia di aree protette nel panorama nazionale e regionale alpino, con particolare riferimento agli strumenti di pianificazione territoriale e paesaggistica e alle politiche di rilievo per le aree protette della Rete SAPA. Questa parte comprende il Box di approfondimento dedicato alle esperienze delle aree protette alpine che hanno ottenuto la Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS), una certificazione che può essere interpretata come un vero e proprio strumento di pianificazione che coinvolge il territorio delle aree protette e non solo attraverso piani d’azione concordati sul territorio con gli operatori di enti locali per la messa in pratica di attività comuni ai fini del riconoscimento della carta.

Per quanto riguarda il secondo tema Servizi ecosistemici, strumenti e meccanismi di finanziamento per le aree protette alpine, il Report fornisce elementi utili e presenta esperienze concrete per rafforzare il ruolo delle aree protette alpine italiane per la fornitura di servizi ecosistemici. Alcuni temi collegati sono l’identificazione di soglie di usabilità delle risorse produttive di questi servizi, così come l’individuazione di una base informativa utile per l’attivazione di meccanismi di pagamento per i servizi ecosistemici (PES) e per l’individuazione di modalità gestionali e di controllo anche giuridici di essi. Un progetto sperimentale, realizzato in collaborazione con il comitato italiano di EMAS e il Parco Mont Avic, sulla verifica dalla fattibilità della dichiarazione ambientale come strumento di certificazione di titolarità di uno specifico servizio ecosistemico, riporta un esempio di esperienza sul territorio alpino sul tema.

Rispetto al terzo tema Indicatori e metodologie per il monitoraggio della biodiversità e per l’attuazione della rete ecologica, il Report definisce il quadro sul monitoraggio ambientale in atto nelle aree protette alpine italiane con la collaborazione delle AP e delle Regioni, relativamente a dati disponibili, indicatori, cartografia. Il rapporto tra la connettività ecologica e gli strumenti di pianificazione regionali, rappresenta anche l’attività fondamentale per il nuovo biennio della Piattaforma Rete ecologica della Convenzione delle Alpi. Il tema, proposto dalla Delegazione italiana, è un tema centrale anche su molti Tavoli della Convenzione delle Alpi e dell’Action Group 7 di EUSALP sulla connettività ecologica. Alla luce della recentissima pubblicazione dei “Manuali per il monitoraggio di specie e habitat di interesse comunitario” ai sensi della Direttiva Habitat e della Direttiva Uccelli, redatti dall’ISPRA con il sostegno del Ministero dell’Ambiente, una parte del Report si occupa di fornire un quadro utile per le aree protette al fine di facilitare l’attuazione delle attività previste dalle linee guida. Inoltre, un Box tematico approfondisce il tema, presentando un progetto pilota realizzato attraverso la sottoscrizione di un accordo operativo tra i 4 parchi nazionali alpini sulla messa in pratica di una metodologia di monitoraggio e di confronto dei risultati raggiunti comune per i parchi coinvolti.

 

1° Report della Rete SAPA “Sviluppare il potenziale delle aree protette alpine”